Larijani e Kant

Quando la filosofia entra nella stanza della geopolitica.

Ali Larijani è conosciuto soprattutto come una figura centrale della politica iraniana. Ha ricoperto incarichi di grande rilievo istituzionale ed è stato per molti anni presidente del parlamento della Repubblica islamica.

Ma la sua formazione originaria non nasce nella politica.

Ali Larijani proviene dal mondo degli studi scientifici e filosofici.
Si è laureato in informatica e matematica alla Sharif University of Technology di Teheran, uno degli istituti scientifici più prestigiosi dell’Iran. Successivamente ha proseguito gli studi alla Università di Teheran, dove ha conseguito master e dottorato in filosofia.

Il centro dei suoi studi è stato il pensiero di Immanuel Kant.

Da questo lavoro accademico sono nati tre saggi dedicati alla filosofia kantiana:

  • Il metodo matematico nella filosofia di Kant
  • La metafisica e le scienze esatte nella filosofia di Kant
  • L’intuizione e i giudizi sintetici a priori nella filosofia di Kant

Non è una scelta casuale.

Kant è il filosofo che ha cercato di comprendere come funziona la ragione umana e quali siano i limiti della conoscenza.

Questo tipo di interrogativo non riguarda soltanto la filosofia europea. Nella tradizione intellettuale iraniana, e in particolare nel pensiero sciita, il rapporto tra ragione, conoscenza e verità è da secoli un tema centrale.

Per questo molti studiosi iraniani hanno guardato alla filosofia occidentale moderna come a un terreno di confronto.

Non a caso diversi filosofi sciiti mostrano un interesse particolare per Kant, talvolta più vivo di quello presente in molte università europee. Il motivo è semplice: Kant non distrugge la metafisica, ma ne definisce i limiti. In questo modo lascia spazio alla ragione, senza chiudere completamente la porta alle domande ultime sull’esistenza e sulla verità.

Ed è forse per questo che uno dei protagonisti della politica iraniana ha dedicato parte dei suoi studi proprio a lui.

Perché, prima della politica, esiste sempre una domanda più antica:
come conosciamo il mondo e quali sono i limiti della nostra conoscenza.

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