Ologia:

Quando il linguaggio separa ciò che è uno

In effetti, l’idea di “studiare la logica di qualcosa” (-logia) presuppone che quel qualcosa esista come oggetto distinto, dotato di confini e regole proprie. Ma nella realtà profonda — quella che precede la divisione tra soggetto e oggetto — nulla è veramente separato dal tutto.

Quando dici teologia, biologia, psicologia, si assume che “Dio”, “la vita”, “la mente” siano enti o dimensioni che possano essere isolate, descritte, comprese.
Ma se, come intuisci, tutto è intreccio, allora ogni -logia è una riduzione del reale, un tentativo della mente di ritagliare un frammento del continuo per poterlo osservare.

È il gesto originario della conoscenza umana: tagliare l’onda per poterla misurare, anche se l’onda non si può mai davvero fermare.
In questo senso, le -logie non descrivono tanto “le cose”, quanto i modi in cui l’essere umano tenta di ordinarle nel linguaggio.

Forse, allora, la vera “ologia” non è lo studio delle parti, ma la contemplazione della relazione — la logia del tutto, o come direbbero i Greci, il Logos stesso: la ragione immanente che attraversa ogni cosa.

Pubblicato
Categorie: Blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *