Tra propaganda e standardizzazione
Media ufficiali, media alternativi e il prezzo della visibilità
Indice
- La propaganda istituzionale: mentire o tacere
- La controinformazione: ricerca di verità a rischio uniformità
- Il consenso: fattore di omologazione
- Guardare oltre: senza perdere autonomia
I media ufficiali non informano più: hanno fatto propaganda fino a dover mentire o occultare. La loro narrazione non è neutra, ma orientata, costruita per mantenere consenso e controllo. Ciò che non appare non esiste, e ciò che appare è spesso filtrato o distorto.
I media alternativi, al contrario, nascono dalla ricerca di altre verità. Molti hanno rischiato reputazione, tempo e risorse per portare in luce ciò che veniva taciuto. Tuttavia, oggi si nota un fenomeno preoccupante: invece di sviluppare un metodo davvero diverso, stanno lentamente standardizzandosi.
A guidare questa omologazione non sono i contenuti, ma la logica del pubblico: visibilità, clic, followers. La ricerca di consenso trasforma anche la controinformazione in qualcosa di prevedibile, schematizzato e riconoscibile, simile a ciò che intendeva contrastare.
Oltre i confini non è scegliere tra mainstream e alternativo. È osservare la dinamica che li rende simili, capire i meccanismi che li guidano, e provare a costruire un’informazione che resti libera anche a scapito della popolarità.