Epifania non è Magia: è Eccedenza del reale

Epifania: quando ciò che è nascosto si manifesta

Epifania deriva dal greco epipháneia: manifestazione, apparizione.
Non indica un evento magico, ma il momento in cui qualcosa che già esiste diventa visibile.

Non è il soprannaturale che irrompe nel mondo.
È il reale che si mostra oltre le nostre attese.


Chi erano davvero i cosiddetti Re Magi

Nei testi più antichi non erano re.
E nemmeno tre.

Erano Magi: sapienti dell’area persiana e mesopotamica,
osservatori del cielo, studiosi dei cicli naturali e dei movimenti astrali.

Non praticavano superstizione.
Leggevano i fenomeni naturali per orientarsi nel tempo e nello spazio.
La stella non era un prodigio, ma un evento reale interpretato con un sapere profondo.


Da Magi a Magia: una deviazione del significato

Il termine Magia nasce come conoscenza del reale,
prima che il reale venisse ridotto a puro meccanismo.

Col tempo, ciò che non era immediatamente spiegabile
è stato spinto nel mistero,
poi nell’illusione,
infine nel sospetto.

La Magia ha smesso di essere sapere
ed è diventata etichetta per ciò che eccedeva i modelli.


Abolire il termine Magia

Dopo un accurato lavoro pre-storico e simbolico,
facciamo una scelta netta:

aboliamo il termine Magia.

Non perché sia falso,
ma perché è diventato impreciso, carico, fuorviante.


Eccedenza del reale

Chiamiamo Eccedenza del reale ciò che:

  • esiste
  • agisce
  • produce effetti

senza essere completamente riducibile
ai nostri modelli, linguaggi o strumenti.

Non è soprannaturale.
È naturale, ma non esauribile.

I Magi non seguivano la magia.
Seguivano l’eccedenza del reale:
quel surplus che emerge quando l’osservazione incontra il limite.


Epifania, allora

L’Epifania non è la festa della magia.

È la festa di questo:
il reale, a volte, si mostra più grande delle nostre spiegazioni.

E non chiede fede.
Chiede attenzione.

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