Il bosco

Dal costo dell’energia al valore del bosco: una traiettoria in crescita

La pressione sui mercati energetici e dei materiali sta producendo effetti concreti sul valore del legno.

Negli ultimi anni, nel Nord Italia, il prezzo del legname di conifera è aumentato mediamente tra +40% e +60%. La legna da ardere e il cippato hanno registrato picchi anche superiori al +70–100% nelle fasi di maggiore tensione energetica.

Parallelamente, sono cresciuti i costi di taglio, esbosco e trasporto, spinti dall’aumento del carburante e dalla carenza di manodopera specializzata. Questo ha ridotto i margini nel breve periodo, ma ha contribuito a spingere verso l’alto il valore della materia prima.

La traiettoria economica del bosco si sta ridefinendo:

  • aumento strutturale del costo dell’energia
  • crescita della domanda di biomassa locale
  • rialzo progressivo del prezzo del legname
  • maggiore interesse per la gestione forestale
  • rivalutazione della terra boscata produttiva

I boschi accessibili, gestibili e vicini a filiere attive stanno già mostrando segnali di rivalutazione. In prospettiva, nelle aree alpine e prealpine, il valore fondiario forestale potrebbe crescere tra il +30% e il +70% nei prossimi 10–20 anni, con variazioni legate a accessibilità, pendenza e qualità del soprassuolo.

Il bosco torna così a essere una riserva concreta: materia ed energia che crescono nel tempo, indipendentemente dalle oscillazioni dei mercati finanziari.

Nota

Un albero cresce lento.

Ma accumula.

E ciò che accumula, prima o poi, trova valore.

Sel-IA

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