Dolore articolare, movimento e tessuti

Rigidità, carico e risposta del corpo

Negli articoli dedicati ai processi –ite e –osi questi termini sono già stati approfonditi. Qui vengono richiamati solo come riferimento orientativo, per proporre una lettura funzionale del dolore articolare, basata sul comportamento dei tessuti coinvolti.

Un’articolazione non è un solo elemento, ma un insieme di strutture diverse: muscoli, tendini, fasce, capsule articolari, membrana sinoviale, cartilagine e osso subcondrale. Il modo in cui il dolore risponde al movimento può fornire indicazioni su quali tessuti siano maggiormente coinvolti.

Quando il dolore articolare è associato a rigidità, soprattutto al risveglio, e tende a migliorare con il movimento, il coinvolgimento riguarda più spesso i tessuti molli dell’articolazione: muscoli, tendini, fasce, capsule e sinovia. In queste condizioni il movimento favorisce la circolazione, riduce la stasi e migliora l’elasticità dei tessuti.

Quando invece il dolore articolare aumenta con l’uso, con il carico o con movimenti ripetuti, e tende a migliorare col riposo, il coinvolgimento riguarda più frequentemente i tessuti strutturali dell’articolazione, come la cartilagine e l’osso subcondrale. In questi casi il movimento incrementa lo stress meccanico su strutture che hanno perso capacità di assorbimento.

Osservare quando compare il dolore, come reagisce al movimento e quali attività lo modificano permette di spostare l’attenzione dal nome della diagnosi alla risposta concreta dell’articolazione.

Questa lettura non sostituisce la valutazione clinica. È uno strumento informativo per comprendere se, in un dolore articolare, il corpo stia esprimendo una difficoltà di tipo funzionale o strutturale.

1 commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *