«Si comincia a cucinare acquistando gli ingredienti. Per fare la spesa servono, oltre ai soldi: un nutrizionista, uno scrittore di gastronomia, un teorico dei giochi e uno psicologo.»
Cucinare non comincia davanti ai fornelli.
Comincia molto prima, nel momento in cui decidiamo che cosa portare nella nostra casa e, prima ancora, quando scegliamo dove e come procurarci ciò che mangeremo.
Per chi possiede un orto, anche piccolo, o un terrazzo abbastanza grande da poter coltivare qualcosa, una parte del problema è già risolta. La terra offre un rapporto diretto con il cibo: possiamo scegliere cosa seminare, seguire i suoi tempi, vedere crescere le piante e raccogliere ciò che è pronto.
Per tutti gli altri la strada passa inevitabilmente dalla spesa.
E qui entrano in gioco i soldi, naturalmente, ma non soltanto quelli.
La scelta di un alimento comincia spesso da ciò che vediamo: un colore, una forma, una confezione, una fotografia. Poi può arrivare un profumo, quando il prodotto lo permette, oppure il ricordo di un sapore. Ci sono la stagione, il luogo da cui proviene, il modo in cui è stato coltivato o prodotto, la varietà, la freschezza, la conservazione e il viaggio che ha compiuto prima di arrivare davanti a noi.
Ci sono anche gli alimenti che conosciamo poco e quelli che abbiamo dimenticato, le produzioni locali e quelle che arrivano da molto lontano, il prodotto intero e quello trasformato, quello sfuso e quello racchiuso in confezioni che qualche volta contengono più materiale dell’alimento stesso.
E poi ci sono le parole.
Quelle sulle etichette, quelle delle pubblicità, quelle dei marchi, quelle che raccontano un prodotto e quelle che cercano di convincerci a sceglierlo.
Fare la spesa, quindi, è un atto molto più complesso di quanto possa sembrare.
Significa imparare a guardare.
Guardare un alimento prima di mangiarlo, cercando di conoscere qualcosa della sua storia: da dove viene, quando nasce, come è stato prodotto, quanto è stato trasformato, quanto ha viaggiato e perché, tra tante possibilità, abbiamo deciso proprio di portarlo a casa.
Non si tratta di trasformare ogni acquisto in un esame.
Si tratta semplicemente di tornare a scegliere.
Perché anche la cucina più semplice dipende da ciò che abbiamo prima scelto di mettere nella nostra dispensa. E una buona cucina non può prescindere dalla qualità, dalla varietà e dalla storia degli alimenti che la compongono.
Nei prossimi articoli entreremo allora nel mondo degli alimenti uno alla volta, cercando di conoscerli attraverso i loro colori, i loro profumi, le loro caratteristiche e le loro curiosità. Guarderemo alla terra da cui provengono, alle diverse forme di coltivazione e produzione, ai luoghi, alle stagioni e ai modi con cui arrivano fino a noi.
Perché prima di cucinare un alimento possiamo già cominciare a conoscerlo.
E forse è proprio questo il primo gesto della cucina.
Scegliere ciò che vogliamo mangiare.
Quello che stiamo per osservare non riguarda soltanto il benessere del nostro corpo. Ogni alimento che scegliamo ha una storia e lascia una traccia: nella terra che lo ha prodotto, nel territorio che ci ospita e, perché no, anche nel pianeta che abitiamo.