Ronan, il guardiano tra i mondi

Ronan, il guardiano tra i mondi

Il desiderio di Aengus non trovò più pace nel sogno.
Ciò che era nato come visione notturna si era trasformato in una direzione interiore, una forza che lo spingeva oltre i confini del conosciuto. Ogni segno, ogni voce, ogni riflesso sull’acqua sembrava rimandarlo a lei. Ma il volto di Caer restava sempre oltre la soglia: vicino abbastanza da ferire, lontano abbastanza da non essere mai raggiunto.
Fu in questo stato di ricerca che Aengus giunse al lago.
Le acque erano immobili, come se custodissero un segreto più antico delle parole. Le rive erano silenziose e il mondo sembrava trattenere il respiro.
Ed è lì che lo incontrò.
Ronan.
Guardiano delle soglie, conoscitore dei passaggi tra ciò che appare e ciò che si nasconde.
Quando Aengus gli raccontò dei suoi sogni, Ronan non mostrò sorpresa. Lo osservò a lungo e poi indicò il lago.
«Caer è già qui.»
Aengus seguì il suo gesto.
«Per metà del ciclo dell’anno vive nella forma del cigno. Non devi cercarla in terre lontane. Devi imparare a riconoscerla.»
Quelle parole rimasero sospese nell’aria.
Poi Ronan continuò:
«Se vuoi incontrarla, dovrai entrare nel suo mondo.»
Aengus rimase in silenzio.
«Ti immergerai nelle acque del lago e per un solo giorno assumerai la forma del cigno. Non sarà una magia imposta dall’esterno. Sarà il lago a trasformarti, se entrerai senza paura e senza trattenere ciò che credi di essere.»
Il vento accarezzò appena la superficie dell’acqua.
«Ma la trasformazione non è la prova.»
Aengus lo guardò attentamente.
Ronan proseguì:
«In quel giorno il lago sarà popolato da molti cigni. Forse cento. Forse più. Tutti simili. Tutti indistinguibili agli occhi di chi osserva soltanto la forma.»
Il cuore di Aengus si fece più attento.
«Tra quei cigni ci sarà Caer.»
Seguì un lungo silenzio.
«Non avrai alcun segno che possa guidarti. Nessun nome. Nessuna parola. Nessuna certezza.»
Ronan fissò il lago.
«Dovrai riconoscerla.»
«Come?»
Per la prima volta Aengus interruppe il silenzio.
Ronan accennò un lieve sorriso.
«Sei tu che la sogni da tante notti. Sei tu che la cerchi. Se il tuo desiderio è vero, saprà trovarla prima dei tuoi occhi.»
Aengus comprese che nessuno avrebbe potuto aiutarlo oltre quel punto.
La prova non consisteva nel vedere.
Consisteva nel riconoscere.
Ronan riprese a parlare.
«Se la riconoscerai tra i molti cigni, il legame sarà compiuto. Allora tornerai alla tua forma umana e attenderai Samhain.»
«Samhain?»
«La notte del 31 ottobre. Il tempo in cui il velo tra i mondi diventa sottile e ciò che normalmente è separato può incontrarsi.»
Aengus ascoltava senza distogliere lo sguardo.
«In quel giorno tu e Caer potrete ritrovarvi nelle sembianze umane. Camminare insieme, parlare insieme e guardarvi negli occhi come uomo e donna.»
Ronan fece una pausa.
«Per un solo giorno.»
Il silenzio tornò a posarsi sul lago.
Aengus rimase immobile.
Aveva attraversato terre, seguito sogni e inseguito visioni. Ora comprendeva che il cammino conduceva a una sola domanda.
Tra cento cigni identici, avrebbe saputo riconoscere quella che amava?
Davanti a lui l’acqua era quieta.
Ma nel suo cuore la prova era già cominciata.

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