La donna oltre la nebbia
Capitolo III
Le notti di Aengus non erano più le stesse.
All’inizio fu solo una presenza. Un’ombra leggera che attraversava il sonno senza lasciare nome. Poi, notte dopo notte, quella presenza iniziò a prendere forma.
La vide presso le acque immobili di un lago. La vide camminare nella nebbia del mattino. La vide con lunghi capelli mossi dal vento e occhi che sembravano custodire il riflesso di un mondo più antico. Non sapeva chi fosse. Non conosceva il suo nome, la sua stirpe o la sua dimora. Eppure sentiva che nulla di ciò che aveva incontrato fino ad allora poteva essere paragonato a lei.
Ogni sogno sembrava avvicinarlo.
A volte la vedeva sorridere da lontano. Altre volte la osservava mentre gli tendeva la mano. E ogni volta che tentava di raggiungerla, quando la distanza tra loro sembrava finalmente colmarsi, qualcosa accadeva.
Il sogno si spezzava.
La nebbia si richiudeva.
L’acqua si increspava.
E Caer svaniva.
Aengus si risvegliava con la sensazione di aver perso qualcosa che non aveva mai posseduto. Nessuna immagine del mondo diurno riusciva a cancellare quel volto. Nessuna occupazione riusciva a soffocare il richiamo che proveniva da quelle visioni.
Passarono le lune.
I sogni continuarono a tornare, sempre uguali e sempre diversi. Ogni volta Caer appariva più reale del giorno stesso. Ogni volta il suo sguardo sembrava chiedere qualcosa che Aengus non riusciva ancora a comprendere.
Finché un pensiero iniziò a germogliare dentro di lui.
Forse quel volto non apparteneva soltanto al sogno.
Forse esisteva davvero.
Forse quelle visioni non erano illusioni, ma tracce.
Segni lasciati lungo un sentiero che chiedeva di essere percorso.
Fu allora che Aengus prese una decisione.
Non avrebbe più atteso la notte.
Avrebbe cercato quella donna tra le terre, i fiumi e i laghi d’Irlanda. Avrebbe interrogato saggi, druidi e viandanti. Avrebbe seguito ogni indizio, anche il più fragile.
Perché esistono desideri che il tempo consuma.
E ne esistono altri che, una volta entrati nel cuore, si trasformano in una ricerca dalla quale non è più possibile tornare indietro.