Quando l’amore incontra la sincronicità

Da Jung e Pauli alla fisica quantistica di Dirac: un viaggio tra inconscio collettivo, sincronicità, entanglement e quelle coincidenze che sembrano unire due persone.

Ci sono coincidenze che sembrano non avere alcun significato.

E altre che, quando accadono tra due persone profondamente legate, sembrano raccontare qualcosa.

Un pensiero che arriva nello stesso momento.
Un incontro inatteso.
Un sogno condiviso.
Una parola che ritorna.
Un evento che accade proprio quando l’altro lo sta vivendo.

Sono soltanto coincidenze?

Oppure esiste qualcosa, nella nostra esperienza della realtà, che ancora non sappiamo comprendere?

È da questa domanda che nasce la nostra ricerca.

Non cercheremo una risposta già pronta.

Seguiremo invece alcuni percorsi che appartengono a mondi diversi e che, nel corso del Novecento, hanno iniziato in qualche modo a sfiorarsi.

Partiremo da Carl Gustav Jung, dal suo concetto di inconscio collettivo, dagli archetipi e dalla sua ricerca sulla sincronicità.

Cercheremo poi di comprendere il particolare rapporto tra Jung e Wolfgang Pauli, il grande fisico quantistico con il quale Jung sviluppò un lungo confronto sul rapporto tra psiche e materia. Il loro dialogo arrivò a una pubblicazione comune nel 1952, Naturerklärung und Psyche, che comprendeva il saggio di Jung sulla sincronicità e quello di Pauli sugli archetipi nella formazione delle teorie scientifiche di Keplero.

Da Pauli entreremo nel territorio della fisica quantistica.

Qui incontreremo Paul Dirac, la sua celebre equazione e il fenomeno dell’entanglement.

Ma proprio qui comincerà una delle parti più curiose della nostra ricerca.

Perché l’equazione di Dirac è stata associata, nella divulgazione e nell’immaginario contemporaneo, alla cosiddetta “formula dell’amore”?

E perché l’entanglement è diventato una delle metafore più utilizzate per descrivere il legame tra due persone che, dopo essersi incontrate, sembrano rimanere unite anche quando sono lontane?

Sappiamo già che questa non è una spiegazione scientifica dell’amore.

Ed è proprio per questo che vogliamo capire da dove nasce questa associazione e che cosa può dirci, eventualmente, come metafora.

A questo punto torneremo a Jung.

Perché se l’entanglement ci pone davanti al problema della relazione tra sistemi che non possono essere pensati semplicemente come completamente indipendenti, la sincronicità ci porta verso un’altra forma di relazione: quella tra eventi che non sono necessariamente legati da una causa, ma che possono apparire legati dal significato.

E qui compare nuovamente l’inconscio collettivo.

Non come spiegazione dell’entanglement.

Non come prova di una connessione invisibile tra amanti.

Ma come uno dei concetti attraverso i quali Jung cercò di comprendere la presenza di strutture profonde della psiche e il modo in cui esse possono emergere nell’esperienza individuale.

Sarà proprio questo il punto nel quale proveremo a far dialogare i diversi percorsi.

Jung e l’inconscio collettivo.

La sincronicità.

Pauli e il dialogo tra psiche e fisica.

Dirac e la fisica quantistica.

L’entanglement e la metafora del legame.

L’amore e le coincidenze tra due persone.

Non sappiamo ancora se questi elementi conducano realmente verso un filo comune.

E non vogliamo costruirlo artificialmente.

Vogliamo cercarlo.

Perché forse la domanda più interessante non è:

“La fisica può spiegare l’amore?”

Ma un’altra:

Perché, quando due persone sono profondamente legate, alcune coincidenze sembrano acquistare un significato che va oltre la semplice casualità?

È questa la domanda dalla quale comincia il nostro viaggio.


Nota
Nel nostro percorso di rilettura dei Tarocchi abbiamo scelto di chiamare la tradizionale Ruota della Fortuna con un nome diverso:
La Ruota delle Sincronicità.
La scelta del nome nasce dal nostro lavoro sul concetto di sincronicità e dalle riflessioni che stiamo sviluppando intorno a questo tema.

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