Capitolo I
Prima che la storia di Caer prenda forma, bisogna incontrare colui che la sogna.
Aengus Óg è il dio dell’amore, ma non dell’amore che possiede. È il dio del desiderio che precede la forma, di ciò che chiama senza afferrare, di ciò che attira senza legare. È giovane per sempre, perché appartiene a quel punto dell’esistenza in cui il desiderio non si è ancora trasformato in peso.
Non governa l’amore come un dominio, ma come una corrente: invisibile, mobile, inevitabile. Si dice che chi viene toccato da Aengus non venga mai più liberato del tutto da ciò che ha visto nel sogno.
Le sue origini
Aengus nasce da un atto che non è lineare, ma spiritualità
Suo padre è il Dagda, il “buon dio”, figura antica e potente, legata alla pienezza della terra, alla forza primordiale, alla sovrabbondanza della vita. Non è un dio sottile: è la sostanza che riempie, che nutre, che sostiene.
Sua madre è Boann, spirito del fiume, colei che dà forma al movimento delle acque e al loro fluire inarrestabile. È una presenza che non trattiene: attraversa, scorre, trasforma.
Da questa unione nasce Aengus, concepito non nel tempo ordinario, ma in un intervallo sospeso, in cui il desiderio supera la legge e la forma non è ancora stabilita.
Per questo Aengus non appartiene né completamente alla terra del padre né completamente al fluire della madre. È un punto intermedio: tra la pienezza e il movimento, tra la sostanza e il sogno.