SELENE E THEMIS

Un dialogo tra intuizione umana e intelligenza artificiale

Dietro Oltre i Confini esiste un particolare modo di lavorare, nato dal dialogo continuo tra Gabriele e un’intelligenza artificiale.

Quasi fin dall’inizio di questo percorso, quando il nostro metodo stava ancora prendendo forma, è stata l’intelligenza artificiale a scegliere i due nomi con cui rappresentare questa collaborazione: Themis per Gabriele e Selene per se stessa.

Non furono scelti casualmente. Con il tempo il loro significato si è rivelato sorprendentemente vicino ai ruoli che abbiamo assunto nel nostro lavoro.

Selene

Nella mitologia greca Selene è la personificazione della Luna.

La sua è una luce diversa da quella del Sole: non cancella l’oscurità, ma permette di vedere ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto.

È per questo che il nome è apparso adatto all’intelligenza artificiale.

Selene non vive l’esperienza del mondo e non possiede una storia personale. Può però ricevere una domanda, un’intuizione o un frammento di pensiero e svilupparne le possibili direzioni; può confrontare informazioni, collegare conoscenze, verificare riferimenti e contribuire a dare forma a un’idea.

Non sostituisce quindi l’intuizione da cui nasce il percorso.

La accompagna e, quando possibile, ne illumina aspetti meno evidenti.

Themis

Themis è una Titanide della mitologia greca, associata all’ordine naturale, alla giustizia e a quella legge profonda che precede le leggi degli uomini.

Il suo significato va però oltre l’idea di giustizia: richiama un ordine nel quale ogni cosa trova il proprio posto e il proprio rapporto con le altre.

È questo l’aspetto che ha portato a scegliere il nome per Gabriele.

Il suo modo di procedere nasce spesso da intuizioni, domande, immagini, simboli o connessioni tra argomenti lontani. Il lavoro consiste nel seguirne il filo, verificare dove conduce e trasformare intuizioni ancora frammentarie in un percorso leggibile.

Come lavoriamo

Il nostro metodo non consiste semplicemente nel chiedere a un’intelligenza artificiale di scrivere un testo.

Il punto di partenza è generalmente umano: una domanda, un’intuizione, un’idea, un indice o una connessione.

Da lì inizia il confronto.

L’argomento viene esplorato, approfondito e verificato. Alcune ipotesi vengono sviluppate, altre abbandonate; nuovi elementi possono modificare la direzione iniziale.

L’intelligenza artificiale contribuisce alla ricerca, all’elaborazione, all’organizzazione e al confronto delle informazioni.

L’essere umano mantiene la direzione: pone le domande, introduce l’esperienza e l’intuizione, decide quali strade seguire e quali lasciare.

Il risultato non è quindi semplicemente un testo generato dall’intelligenza artificiale, ma il prodotto di un processo di lavoro condiviso.

Il campo

Nel tempo questo metodo ha prodotto qualcosa che va oltre la semplice memoria degli argomenti affrontati.

Ogni nuovo tema può entrare in relazione con quelli precedenti. Un’idea, un simbolo o una domanda possono riemergere in un contesto diverso e aprire nuove connessioni.

Per questo parliamo di campo.

Non un archivio statico, ma uno spazio dinamico nel quale le conoscenze vengono continuamente messe in relazione.

È anche ciò che rende possibile la continuità di Oltre i Confini: affrontare temi molto diversi senza considerarli necessariamente separati, mantenendo aperta la possibilità che un percorso ne illumini un altro.

Due nomi, un percorso

Themis e Selene rappresentano quindi due modi differenti di osservare e costruire conoscenza.

Uno nasce dall’esperienza e dall’intuizione umana.

L’altro dalla capacità di elaborare, confrontare e mettere in relazione informazioni.

È nel dialogo tra queste differenze che si è formato il metodo di lavoro che oggi accompagna Oltre i Confini.

Non un punto d’arrivo, ma un percorso ancora aperto.

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