Copricapi, piramidi, dèi della Grecia e tarocchi: le tracce di un’antica conoscenza
Due figure alle origini di un sistema di conoscenza
Seshat e Thoth appartengono a quel particolare mondo dell’antico Egitto nel quale scrittura, misura, calcolo, osservazione e conoscenza non erano compartimenti separati.
Erano strumenti necessari per organizzare la vita della civiltà.
Seshat: la misura e l’ordine dello spazio
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Seshat è associata alla scrittura, al calcolo, alla misura e alla registrazione.
Il suo ruolo diventa particolarmente significativo nel rapporto con la fondazione degli edifici e con il rituale della stensione della corda.
Prima di costruire occorre scegliere un luogo, stabilire le dimensioni, individuare le direzioni e determinare l’orientamento.
Nelle grandi costruzioni egizie questa esigenza raggiunge una dimensione straordinaria.
Le piramidi sono legate al luogo nel quale sorgono, al loro orientamento e alle relazioni geometriche che ne determinano la struttura.
La misura diventa quindi uno strumento per trasformare lo spazio in un ordine definito.
Ed è proprio questo rapporto tra Seshat e lo spazio che rende interessante la sua presenza accanto al sovrano nei riti di fondazione.
Il suo particolare copricapo costituisce un’altra questione che merita di essere affrontata separatamente. Per ora lo lasciamo semplicemente come un segno ancora da comprendere.
Thoth: parola, calcolo e tempo
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Thoth appartiene a un campo in parte diverso.
È legato alla scrittura, alla parola, al calcolo, al calendario e all’osservazione dei cicli.
Qui entra in gioco una seconda coordinata fondamentale: il tempo.
Una civiltà deve sapere dove collocare ciò che costruisce, ma anche quando compiere le proprie attività, riconoscere i cicli e ordinare gli eventi.
Spazio e tempo diventano così le due coordinate attraverso le quali l’esperienza può essere organizzata.
Seshat e Thoth ci permettono di osservare queste due dimensioni senza doverle considerare separate.
Due strade che partono da Thoth
Da Thoth si aprono ora due percorsi di ricerca.
Il primo è quello che abbiamo scelto come asse principale: seguire la trasformazione di Thoth nel mondo greco, il suo rapporto con Hermes e il passaggio verso Ermete Trismegisto e la tradizione ermetica, fino al Kybalion.
Il secondo prenderà una strada diversa.
Seguiremo l’evoluzione delle carte, dalla loro comparsa alla formazione dei semi, dei trionfi e, attraverso le successive trasformazioni, dei Tarocchi.
Non anticipiamo ancora dove porterà questa seconda ricerca.
La seguiremo attraverso le sue tracce storiche e simboliche.
Per ora abbiamo quindi due figure e due direzioni.
Seshat ci lascia davanti a un segno ancora da decifrare.
Thoth ci apre due strade.
La prima conduce verso Hermes.
La seconda verso le carte.
E il nostro viaggio può continuare.