DA SESHAT AL KYBALION

Un percorso di ricerca alle radici della tradizione ermetica

Il Kybalion è un testo pubblicato nel 1908 e firmato dai misteriosi “Tre Iniziati”.

Il libro propone sette principi attraverso i quali interpretare la realtà: Mentalismo, Corrispondenza, Vibrazione, Polarità, Ritmo, Causa ed Effetto e Genere.

Presentato come una sintesi di antichi insegnamenti attribuiti alla tradizione ermetica, il Kybalion è diventato nel tempo uno dei testi più conosciuti dell’esoterismo moderno.

Ma la sua storia è molto più recente di quella delle idee alle quali si richiama.

Per comprendere il Kybalion non basta quindi fermarsi alla sua pubblicazione o ai suoi sette principi. Bisogna risalire alla tradizione che il testo dichiara di raccogliere.

E questa tradizione ci porta inevitabilmente verso l’Egitto.

Alle radici dell’ermetismo

La figura centrale della tradizione ermetica è Ermete Trismegisto.

Il suo nome nasce dall’incontro tra due mondi.

I Greci identificarono il loro Hermes con Thoth, antica divinità egizia legata alla scrittura, alla conoscenza, al calcolo e alla registrazione del tempo.

Da questo incontro culturale, avvenuto nell’Egitto ellenistico, si svilupperà progressivamente quella tradizione di testi e insegnamenti che conosciamo oggi come ermetismo.

Ma Thoth non appare improvvisamente nella storia.

Appartiene a un mondo molto più antico.

Un mondo nel quale scrittura, numero, misura, parola, calendario e osservazione del cielo non erano conoscenze separate, ma parti di un unico sistema attraverso il quale gli Egizi cercavano di mantenere l’ordine della vita umana e della realtà che li circondava.

Ed è qui che inizia il nostro percorso.

Prima di Thoth

Accanto a Thoth esiste un’altra figura, meno conosciuta ma forse altrettanto importante per comprendere quel mondo.

Il suo nome è Seshat.

È associata alla scrittura, alla misura, al calcolo, alla registrazione e alla memoria.

La sua presenza ci riporta ancora più indietro, verso una domanda che precede persino la filosofia:

quando una conoscenza diventa così importante per una comunità da assumere una dimensione sacra?

Per amministrare un territorio occorre misurare.

Per conservare una decisione occorre registrarla.

Per costruire occorre stabilire proporzioni.

Per organizzare il tempo occorre osservare i cicli.

Per trasmettere il sapere occorre conservarne memoria.

Nell’antico Egitto queste funzioni non erano marginali.

Erano parte della struttura stessa della civiltà.

Ed è proprio all’interno di questa struttura che incontriamo le figure divine legate alla conoscenza, alla parola, alla misura e alla memoria.

Seshat e Thoth saranno le nostre prime due tappe.

Un percorso attraverso le trasformazioni

Da qui seguiremo un cammino che attraverserà millenni.

Partiremo dalle figure e dalle funzioni dell’antico Egitto per osservare come alcune idee si trasformino con l’incontro tra la cultura egizia e quella greca.

Seguiremo la nascita di Ermete Trismegisto e dei testi ermetici.

Attraverseremo le successive interpretazioni, le traduzioni, le trasformazioni filosofiche e simboliche che porteranno questa tradizione nel mondo occidentale.

Solo alla fine torneremo al Kybalion.

A quel punto potremo osservare il testo non più isolatamente, ma collocato all’interno di una storia molto più lunga.

Il nostro percorso non seguirà soltanto testi e date.

Cercherà di seguire anche le idee.

Perché una conoscenza può cambiare nome.

Una divinità può trasformarsi in un simbolo.

Una funzione può diventare un concetto.

E un’antica immagine del mondo può continuare a vivere, quasi irriconoscibile, all’interno di una nuova cultura.

Il punto di partenza è l’antico Egitto.

La prima porta è Seshat.

Il punto di arrivo è il Kybalion.

Da Seshat al Kybalion.

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