La ricchezza non è ciò che possiedi, ma ciò che la vita è capace di generare.
Nota
Fehu è la prima runa dell’antico Futhark. Tradizionalmente viene associata al bestiame, che presso i popoli nordici rappresentava la principale forma di ricchezza. Possedere greggi significava nutrimento, sicurezza, possibilità di scambio e continuità della famiglia.
Per questo Fehu è stata interpretata come simbolo di prosperità, fertilità e abbondanza.
Ma ogni simbolo può essere osservato anche nella sua forma.
La nostra visione
Prima ancora del bestiame esiste l’erba che lo nutre.
Prima del raccolto esiste la pianta.
Prima della pianta esiste uno stelo.
La forma di Fehu non ricorda un oggetto da possedere. Ricorda un asse verticale dal quale si aprono due nuovi germogli. Non trattiene, ma genera.
Per noi Fehu rappresenta Lo Stelo.
Lo stelo è il primo slancio della vita. Affonda le radici nella terra, si innalza verso la luce e, crescendo, produce nuovi rami, foglie, fiori e infine semi. La sua natura non è accumulare, ma moltiplicare.
In questa immagine la ricchezza assume un significato diverso. Non coincide con ciò che si conserva, ma con ciò che continua a nascere.
Anche il bestiame, simbolo originario della runa, dipende da questo principio. Nessun animale prospera senza i prati che lo alimentano. La ricchezza, quindi, non nasce dagli animali o dalle monete, ma dalla fertilità della vita stessa.
Osservando Fehu possiamo scorgere anche un richiamo al mondo dei fiori. Da un unico stelo si sviluppano nuove possibilità, come se la vita cercasse continuamente di espandersi. È un movimento semplice e silenzioso, ma incessante.
Ogni idea, ogni progetto, ogni relazione segue la stessa legge. Se rimane chiuso in se stesso si esaurisce; se genera altra vita continua a crescere.
Fehu ci ricorda che la vera abbondanza non consiste nel possedere di più, ma nel diventare sorgente di nuova vita.
Lo stelo non vive per sé. Vive perché ciò che lo attraversa possa continuare il proprio cammino.
Forse è proprio questa la prima lezione delle rune: la ricchezza autentica non è ciò che tratteniamo, ma ciò che siamo capaci di far fiorire.
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