Ogni goccia collega il cielo, la terra e gli esseri viventi.
Abbiamo chiamato questo mondo Terra, ma oltre il 70% della sua superficie è coperta dall’acqua. La vita è nata nell’acqua, il nostro corpo è composto in gran parte da acqua e ogni ecosistema dipende da essa.
Negli ultimi decenni il consumo di acqua è aumentato enormemente. Agricoltura, industria, allevamenti, produzione energetica e usi domestici richiedono quantità sempre maggiori di questa risorsa. In molte aree del mondo le falde si abbassano, i fiumi si impoveriscono e i periodi di siccità diventano più frequenti.
L’inquinamento riguarda ormai quasi ogni ambiente acquatico. Pesticidi e fertilizzanti raggiungono le falde, sostanze industriali e farmaceutiche finiscono nei corsi d’acqua, mentre plastiche e microplastiche si accumulano nei mari e negli oceani. Anche le sostanze cosiddette “eterne”, molto resistenti alla degradazione, sono state rilevate in numerose acque superficiali e sotterranee.
I grandi fiumi del pianeta trasportano ogni anno tonnellate di rifiuti verso il mare. Gli oceani assorbono parte dell’anidride carbonica atmosferica, ma questo processo ne modifica lentamente l’equilibrio chimico. Le falde sotterranee, spesso considerate protette, possono richiedere decenni o secoli per rigenerarsi.
L’acqua possiede caratteristiche uniche: può esistere allo stato liquido, solido e gassoso alle temperature presenti sulla Terra, partecipa a ogni processo biologico ed è il solvente naturale che rende possibile la vita stessa.
Proteggere l’acqua non significa soltanto difendere una risorsa economica. Significa custodire la memoria dei ghiacciai, il cammino dei fiumi, la fertilità dei suoli e la salute delle generazioni future.
Forse abbiamo sbagliato nome.
Lo abbiamo chiamato Pianeta Terra, ma osservandolo dallo spazio appare soprattutto azzurro.
Forse il suo vero nome è sempre stato un altro:
Pianeta Acqua.