Energia, equilibrio e il dolce della vita
Nota
La glicemia è uno dei parametri biologici più osservati della medicina moderna. Viene spesso ridotta a un semplice valore numerico o a una conseguenza dell’alimentazione, ma rappresenta in realtà il punto di incontro tra metabolismo, sistema nervoso, ritmi biologici, ambiente e richieste energetiche dell’organismo.
Osservare la glicemia significa osservare il modo in cui il corpo gestisce la propria energia.
La funzione della glicemia
Il glucosio costituisce uno dei principali combustibili dell’organismo. Le cellule utilizzano questa energia per svolgere le proprie funzioni e l’organismo mantiene la sua concentrazione entro limiti relativamente ristretti.
La regolazione dipende da diversi sistemi:
- pancreas;
- fegato;
- muscoli;
- tessuto adiposo;
- intestino;
- sistema nervoso;
- ghiandole surrenali.
L’insulina favorisce l’utilizzo del glucosio da parte dei tessuti, mentre altri ormoni, come glucagone, adrenalina e cortisolo, ne aumentano la disponibilità.
La glicemia è quindi il risultato di un equilibrio dinamico e non il prodotto di un singolo organo.
Un equilibrio in movimento
La glicemia varia continuamente nel corso della giornata.
Alimentazione, digiuno, attività fisica, sonno, emozioni, infezioni e stress modificano il fabbisogno energetico e la disponibilità del glucosio.
L’organismo sembra interrogarsi costantemente:
«Quanta energia è disponibile e quanta ne servirà?»
La stabilità non coincide con l’immobilità, ma con la capacità di adattarsi alle richieste della vita.
Alimentazione e ambiente moderno
Negli ultimi decenni il consumo di zuccheri e farine raffinate è aumentato enormemente.
Molti prodotti industriali contengono elevate quantità di zuccheri aggiunti o carboidrati altamente raffinati:
- bevande zuccherate;
- dolci e snack;
- prodotti da forno;
- cereali raffinati;
- alimenti trasformati;
- salse e preparazioni industriali.
L’esposizione continua a questi alimenti rappresenta uno dei principali fattori ambientali che possono influenzare la regolazione glicemica.
Stress e richiesta energetica
Quando il sistema nervoso percepisce una situazione di allarme, il corpo aumenta la disponibilità di energia.
Adrenalina e cortisolo favoriscono la liberazione di glucosio nel sangue per preparare l’organismo all’azione.
Se questa attivazione diventa cronica, la regolazione glicemica può modificarsi.
La glicemia sembra così riflettere non soltanto ciò che introduciamo con il cibo, ma anche ciò che il nostro organismo ritiene necessario per affrontare il proprio ambiente.
Altri fattori coinvolti
La regolazione glicemica dipende anche da altri elementi.
L’attività fisica favorisce l’utilizzo del glucosio da parte dei muscoli.
Il sonno e i ritmi circadiani influenzano la sensibilità insulinica.
L’infiammazione cronica può modificare i meccanismi metabolici.
Anche il microbiota intestinale sembra partecipare alla regolazione dell’equilibrio energetico.
La glicemia appare quindi come il risultato di numerose relazioni che coinvolgono il corpo nel suo insieme.
Nota simbolica
Alcuni metodi di osservazione considerano il sintomo anche come un linguaggio simbolico.
Il glucosio rappresenta una forma di energia immediatamente disponibile e il sapore dolce accompagna da sempre il nutrimento, la gratificazione e il piacere.
La glicemia può allora essere letta come il rapporto tra l’essere umano e il proprio nutrimento, non soltanto materiale ma anche emotivo e relazionale.
La domanda simbolica non diventa più:
«Quanto zucchero c’è nel sangue?»
Ma:
«Quanto dolce è presente nella vita?»
«Quanto nutrimento riesce realmente a essere accolto?»
«Quanto l’energia può essere utilizzata senza paura di perderla?»
Nota finale
La glicemia non è soltanto il metabolismo dello zucchero.
È il punto di incontro tra alimentazione, ambiente, ritmi biologici, stress, movimento e disponibilità energetica.
Sul piano simbolico può anche rappresentare il rapporto tra l’essere umano e ciò che rende la vita nutriente.
Forse, accanto alla domanda clinica sullo zucchero nel sangue, può esistere anche una domanda più semplice:
Quanto dolce è rimasto nella nostra vita?