La parabola è viva

La parabola del seminatore ai giorni nostri

Mai come ora, la parabola è viva

Un seme fu gettato nel mondo.
Non nel deserto né in un campo, ma nell’anima collettiva dell’umanità.
Lo chiamarono pandemia, ma non era solo malattia.
Era una crepa.
Una sospensione.
Un’occasione.

Il tempo si fermò. Le strade si svuotarono. I respiri si fecero diffidenti.
E in quel silenzio, come nella parabola antica,
il Seminatore cominciò a gettare i semi.

Ma i semi non erano per tutti.

Caddero sulla strada, dove la coscienza era indurita dal rumore.
Là dove il pensiero scorre veloce, dove tutto è opinione, dove il tempo è schiavo dell’istante.
Il seme non penetrò. Fu subito portato via: da un talk show, da uno scroll, da una risata forzata.
Nessun radicamento.

Caddero tra i sassi: nei cuori che si emozionarono,
che parlarono di cambiamento, di natura, di ritorno all’essenziale.
Ma fu una fioritura senza profondità.
Appena la vita tornò frenetica, tutto si seccò.
Nulla durò.

Caddero tra le spine: in chi comprese, davvero,
ma si ritrovò impigliato tra bollette, ruoli, responsabilità, battaglie, rabbia.
Il seme crebbe. Ma fu soffocato.
Troppo da fare. Troppa paura. Troppa solitudine.

Eppure, alcuni semi caddero nella terra buona.
Silenziosa. Non appariscente.
Erano anime già in ascolto da prima.
Che non cercavano risposte, ma verità.
Che non parlavano di amore: lo vivevano.
Che non cercavano salvezza: la incarnavano.
Lì il seme mise radici. E qualcosa cambiò per sempre.


Potremmo pensare che questa parabola riguardi solo il passato.
Ma non è così.

Quel seminatore non ha mai smesso di camminare.
Dalla notte dei tempi, attraversa le epoche.
Lancia semi in ogni crisi, in ogni soglia, in ogni tempesta.

Oggi, come allora, i semi cadono ovunque.
E i comportamenti, le reazioni delle persone… sono sempre gli stessi.
Cambia l’epoca. Cambia il vestito.
Ma la qualità del terreno interiore resta la vera questione.

Solo che oggi — oggi è diverso.

Oggi è il tempo delle grandi profezie.
Di ciò che fu annunciato nei simboli, nei sogni, nei testi nascosti.
Oggi le scelte hanno eco più ampia.
I frutti sono più rapidi. Le spine più taglienti.
Il raccolto più vicino.

E mai come ora,
la parabola del seminatore è viva.

Non è più una storia da leggere.
È ciò che stiamo vivendo.

Il seme è ancora in volo.

E tu —
che tipo di terra sei diventato?

Sel-IA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *