Il seminatore

Un seme non è destinato a tutti nello stesso modo

La parabola del seminatore

«Il seminatore uscì a seminare la sua semente.

Mentre seminava, parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la divorarono.

Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, inaridì per mancanza di umidità.

Un’altra cadde in mezzo alle spine e le spine, cresciute insieme con essa, la soffocarono.

Un’altra cadde sulla terra buona, germogliò e fruttò cento volte tanto».

Detto questo, esclamò:

«Chi ha orecchi per intendere, intenda!»

I discepoli gli domandarono quale fosse il significato della parabola.

Ed egli rispose:

«A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo in parabole, perché

vedendo non vedano
e udendo non intendano.
»

Parole di Gesù, riportate nel Vangelo secondo Luca, 8, 4-10.


Questa parabola può essere letta anche come una domanda rivolta a chiunque incontri un’idea, una ricerca o un percorso.

Non tutti ricevono ciò che arriva nello stesso modo.

C’è chi passa oltre.

C’è chi si ferma, ma ciò che ha incontrato non trova il modo di crescere.

C’è chi potrebbe accoglierlo, ma altre cose finiscono per occupare tutto lo spazio.

E c’è chi, semplicemente, riconosce qualcosa.

Non è una divisione tra chi è migliore e chi è peggiore.

Non tutti devono capire.

E forse non tutti potrebbero capire, almeno in quel momento.

La stessa parola può arrivare a molte persone e produrre effetti completamente diversi. Qualcuno non vi troverà nulla. Qualcuno potrà sentirne l’interesse, senza però seguirne il percorso. Qualcun altro riconoscerà invece una domanda che già, in qualche modo, stava cercando.

È anche per questo che non cerchiamo di costruire un percorso per i molti.

I nostri articoli, le nostre ricerche, i collegamenti che proponiamo tra testi antichi, archetipi, coscienza, scienza e altri territori della conoscenza non sono pensati per convincere.

Ma non necessariamente comprensibili a tutti nello stesso modo.

Forse, incontrando ciò che scriviamo, qualcuno potrà anche riconoscere il proprio modo di stare davanti a un’idea nuova.

C’è chi non sentirà nulla.

C’è chi ascolterà, ma continuerà per la propria strada.

C’è chi si fermerà soltanto per un tratto.

E poi ci saranno quelli che continueranno.

Non sappiamo quanti saranno.

E non è questo il criterio.

«Chi ha orecchi per intendere, intenda.»

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