Quando l’istinto incontra la società
Nota
Questo articolo conclude idealmente il secondo movimento del percorso degli Arcani Maggiori e introduce il terzo. Con XV – Il Diavolo il viaggio dei Tarocchi cambia prospettiva: dall’equilibrio raggiunto con la Temperanza si entra nell’esplorazione delle grandi tensioni interiori dell’essere umano. Comprendere la frattura tra istinto e coscienza permette di cogliere il significato più profondo delle carte che seguiranno.
L’essere umano appartiene al regno animale e condivide con tutte le altre specie gli istinti fondamentali della vita. La fame spinge a nutrirsi, la sessualità assicura la continuità della specie, la rabbia permette di difendersi, la paura protegge dal pericolo. Sono funzioni biologiche indispensabili.
Negli animali questi impulsi seguono un equilibrio naturale. Il bisogno nasce, viene soddisfatto e si esaurisce. Non esiste un conflitto tra ciò che l’animale sente e ciò che dovrebbe sentire.
Nell’essere umano accade qualcosa di diverso.
L’istinto incontra la coscienza, la memoria, il linguaggio, l’immaginazione e la vita sociale. È qui che nasce una frattura destinata ad accompagnare tutta la storia dell’umanità.
La fame può trasformarsi in ingordigia o nel suo contrario, il rifiuto del cibo. La sessualità può diventare possesso, gelosia o dipendenza. La rabbia può degenerare in odio e violenza. Persino la paura può alimentare pregiudizi e ostilità.
L’istinto continua a parlare il linguaggio della natura; la mente comincia invece a interpretarlo, reprimerlo, amplificarlo o deformarlo.
Da una parte rimane l’essere biologico, dall’altra nasce l’essere sociale, fatto di regole, valori, cultura e immagini interiori. Le due dimensioni convivono, ma non sempre in armonia. È da questa tensione che prende forma gran parte dell’esperienza umana.
Religioni, filosofia e psicologia hanno descritto questo conflitto con linguaggi diversi: la lotta tra carne e spirito, tra natura e ragione, tra coscienza e inconscio. Forse osservano tutti la stessa realtà da prospettive differenti.
Questa frattura non è necessariamente un limite. È anche ciò che rende possibile la libertà. L’animale segue l’istinto; l’essere umano può riconoscerlo, trasformarlo o scegliere di non seguirlo. Da questa possibilità nascono la responsabilità, la cultura, l’arte e la spiritualità, ma anche le dipendenze, i conflitti e le contraddizioni.
La psicologia analitica di Carl Gustav Jung chiamerà archetipi alcune delle strutture profonde che emergono da questa condizione. In una sezione dedicata approfondiremo questo tema. Qui ci interessa soprattutto riconoscere l’origine della frattura, perché è proprio da essa che prendono forma molti dei simboli che incontriamo nei miti, nelle religioni e nei Tarocchi.
Comprendere questa divisione non significa eliminarla, ma imparare a riconoscerla. Ogni autentico percorso di crescita sembra iniziare proprio da questo momento: quando l’essere umano accetta di guardare, senza negarle, entrambe le proprie nature.