Oltre la singolarità e l’appartenenza

La lezione della natura

Ogni forma di vita si sviluppa tra due esigenze solo apparentemente opposte.

La prima è la costruzione della singolarità.

La seconda è la conservazione dell’appartenenza.

La natura non le considera in conflitto.

Le considera momenti diversi dello stesso processo.

Per questo, nella crescita di ogni organismo, la priorità iniziale è la singolarità.

Ogni individuo deve sviluppare forza, resilienza, capacità di adattamento, autonomia e integrità.

Deve imparare a esistere come entità distinta.

Una singolarità fragile difficilmente potrà sostenere sé stessa o contribuire al sistema di cui fa parte.

Ma questo non rappresenta il traguardo.

Con la maturità emerge una seconda dimensione: l’appartenenza.

Nessun organismo vive realmente isolato.

Ogni essere partecipa a sistemi più ampi: una famiglia, una comunità, una specie, un ecosistema.

La natura mostra come l’appartenenza non possa essere costruita sacrificando la qualità delle singolarità.

Allo stesso tempo, nessuna singolarità può prosperare a lungo se compromette il sistema che la sostiene.

Da questo equilibrio emerge una gerarchia funzionale.

Finché la crescita dell’individuo rafforza anche il sistema, entrambe si sostengono reciprocamente.

Quando invece una parte mette seriamente a rischio la continuità dell’insieme, il sistema tende a contenerla, trasformarla o, quando necessario, limitarla.

Non per giudizio morale.

Non per altruismo imposto.

Ma come espressione dei processi che rendono possibile la continuità della vita.

Lo osserviamo nelle cellule, negli organismi, nelle popolazioni animali e negli ecosistemi.

La vita non protegge semplicemente ciò che è più forte.

Tende a conservare ciò che mantiene vivo l’equilibrio dinamico dell’insieme.

Per questo la natura non sembra cercare individui perfettamente indipendenti.

Sembra favorire individui pienamente realizzati, capaci di rafforzare anche il sistema di cui sono parte.

La maturità non coincide con l’isolamento.

Coincide con la capacità di diventare una presenza che accresce la vita intorno a sé.

La singolarità è l’inizio del cammino.

L’appartenenza ne rappresenta il naturale compimento.

Nota simbolica

Forse è per questo che un seme, prima di diventare bosco, deve imparare a essere pienamente sé stesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *