Tecnologie e controllo del corpo

La sovranità perduta del vivente

Indice

  • Dal corpo vissuto al corpo misurato
  • Standardizzazione biologica
  • Autocontrollo interiorizzato
  • Il corpo come interfaccia
  • Perdita della sovranità biologica
  • Resistenza silenziosa del vivente

Nota iniziale

Il corpo è sempre stato un confine.

Un luogo di mediazione tra il mondo e la vita.

Oggi quel confine non viene più soltanto attraversato:
viene osservato,
misurato,
gestito.

Ma cosa accade quando la conoscenza del corpo passa progressivamente dall’esperienza diretta agli strumenti che la registrano?

Dal corpo vissuto al corpo misurato

Per lungo tempo il corpo è stato esperienza diretta.

Fatica.
Piacere.
Dolore.
Intuizione.

Oggi una parte crescente della conoscenza corporea passa attraverso dati, parametri e misurazioni.

Ciò che si sente tende spesso a essere confrontato con ciò che viene registrato.

Il corpo rischia così di trasformarsi da esperienza vissuta a oggetto da interpretare.

(sviluppo futuro: il corpo come dato)

Standardizzazione biologica

Per funzionare, ogni sistema costruisce riferimenti.

Valori medi.
Range.
Protocolli.

Ma la vita non è una media.

Ogni organismo possiede una propria storia, una propria capacità di adattamento e una propria variabilità.

Quando il parametro diventa il criterio principale, la differenza rischia di essere letta come anomalia.

La domanda non riguarda più soltanto ciò che serve a quel corpo, ma quanto esso si avvicini allo standard.

(sviluppo futuro: normalità biologica e protocolli)

Autocontrollo interiorizzato

Il controllo non è sempre esterno.

Può diventare abitudine.

Monitoraggio continuo.
Valutazione costante.
Correzione permanente.

In nome della prevenzione, dell’efficienza e della sicurezza, l’osservazione del corpo viene progressivamente interiorizzata.

Non è necessario imporre.

È sufficiente misurare.

(sviluppo futuro: sorveglianza incorporata)

Il corpo come interfaccia

Sempre più spesso il corpo viene interpretato attraverso modelli tecnici.

Input e output.
Stimolo e risposta.

L’esperienza viene filtrata da dispositivi, procedure e sistemi di elaborazione.

Si riduce lo spazio dell’ascolto diretto.

Il corpo rischia di diventare un’interfaccia operativa più che un luogo di esperienza.

(sviluppo futuro: corpo–interfaccia tecnica)

Perdita della sovranità biologica

La capacità di autoregolazione appartiene da sempre agli organismi viventi.

Eppure molte decisioni vengono oggi affidate a verifiche, conferme e valutazioni esterne.

Il corpo non è più soltanto fonte di esperienza.

Diventa oggetto di controllo.

La sovranità biologica non si perde necessariamente per imposizione.

Può dissolversi attraverso la delega continua.

(sviluppo futuro: autonomia e dipendenza biologica)

Resistenza silenziosa del vivente

Il corpo non è una macchina.

È un sistema vivente.

Quando gli equilibri vengono forzati, il corpo risponde.

Con stanchezza.
Con rallentamento.
Con sintomi.

Non sempre come errore.

Talvolta come tentativo di adattamento.

La resistenza del vivente non è ribellione.

È memoria biologica.

(sviluppo futuro: il sintomo come risposta)

Nota finale

Il rapporto tra tecnologia e corpo non è neutro.

Ogni strumento amplia alcune possibilità e ne modifica altre.

La questione non riguarda il rifiuto della tecnica, ma il modo in cui viene utilizzata.

Quando l’ascolto scompare, il rischio è che il vivente venga ridotto a ciò che può essere misurato.

Il corpo non chiede soltanto di essere controllato.

Chiede di essere abitato.

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